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A livello documentale effettivamente si colgono le prime notizie sulla ceramica di Grottaglie soltanto in età post-medievale e, in effetti, tutto ciò non risulta nemmeno supportato da un'evidenza materiale. Sicuramente in età medievale era già ampiamente diffusa ma ciò è documentato soltanto del rinvenimento di frammenti in prossimità del castello medievale, il castello Episcopio, nel quale è collocato il museo della ceramica. Parlare della ceramica di Grottaglie non è facile soprattutto perché la caratteristica di questa realtà ceramica è proprio quella di una varietà formale,iconografica e stilistica. Possiamo però individuare due ambiti essenziali della produzione: 1. la ceramica rustica e popolare: ceramica d'uso per soddisfare i bisogni quotidiani della gente; 2. la ceramica faenzara che si riferisce a risolvere le problematiche dei ceti più abbienti, i ceti feudali. Sappiamo, infatti, che Grottaglie potè usufruire di una società feudale stabile soltanto a partire dal 1659, quando vi dimorarono stabilmente i Cicinelli. In queste due produzioni fondamentali si collocano delle tipologie produttive molto particolari che nel museo della ceramica di Grottaglie si è ritenuto opportuno collocare in un ambito volutamente evidenziato. Stiamo parlando di quelli che vengono chiamati "i bianchi" di Grottaglie. Si tratta di una produzione originalissima che esalta la forma pura, caratteristica essenziale della ceramica di Grottaglie. In quest'area del museo si possono osservare zuppiere lineari variamente dimensionate, sruli - le tipiche brocche monoansate che fanno parte anche di una produzione più elitaria ma soprattutto popolare - ciarle e ciarlette d'ogni tipo. Questi oggetti sono rivestiti di un tipico smalto bianco stannifero privo di qualsiasi tipo di decorazione. Alle tipologie di bianchi si associano poi altre forme settecentesche di altrettanta grande eleganza e purezza formale e che si è soliti indicare col nome "stile La Pesa", dal nome dell'omonimo ceramista nato a Grottaglie sul finire del 700. Tuttavia, anche in questo caso, la documentazione è scarsa e frammentaria. Possiamo comunque rilevare che questa produzione ceramica è caratterizzata dalla monocromia del manganese e dal decoro minutissimo di foglioline che corrono lungo le pance di vasi o sui piedi ricchi di interventi manuali - le cosiddette "baccellature" - interventi, questi, che conferiscono agli oggetti un'eleganza particolare. È importante considerare anche la peculiarità della tavolozza cromatica della ceramica grottagliese, cioè della sua tipica "quadricomia" costituita dal verde marcio, il giallo ocra, il blu e il manganese. La ceramica rustica va necessariamente rivisitata e riletta anche in quest'ottica perché è grazie a questa vena popolare, vocata a risolvere i problemi della quotidianità, che Grottaglie ha potuto superare i periodi di maggiore crisi, quelli che videro il crollo di altre realtà ceramiche come ad es. Laterza o Martina Franca. Il XIX secolo in questo senso fu impetuoso e decisivo per tutte le altre realtà ceramiche limitrofe. La ceramica rustica, quindi, è quella che ha permesso, nel tempo, alla realtà artistico-culturale di Grottaglie non solo di permanere ma anche di consolidare la sua specificità di centro ceramico fino ai giorni nostri. Per questo motivo Grottaglie è oggi inserita nel ristretto elenco delle 28 città della ceramica italiana.

(tratto dal sito www.ceramistidigrottaglie.it )

 

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